giovedì, marzo 23, 2006
"...un conto è se uno va in Iraq per un'azione nobile, un conto se uno va come mercenario ... Quindi io penso che anche se è morto dicendo "vi faccio vedere come muore un italiano", questo non possa essere un motivo sufficiente per meritare un riconoscimento di questo tipo...". Parole pacate e dimostrazione di grande intelligenza, vero? A pronunciarle la "giornalista" Giuliana Sgrena che ha perso l'ennesima occasione di tacere, evitando così di sommergerci con il liquame verbale che da sempre è capace di produrre e che ha dato prova di gradire, sia nei suoi "articoli" sul'autorevole "Manifesto" che nelle interviste successive alla sua liberazione. Non che da una "giornalista" (le virgolette sono d'obbligo, per rispetto di una professione che non si merita la Sgrena) obnubilata dall'ideologia e stordita da un AntiAmericanismo militante così radicato da non vacillare nemmeno dopo l'esperienza del rapimento e la tragedia (e i soldoni, perDio) serviti alla sua liberazione, ci si potesse aspettare altro, però il dubbio che forse questa mente disabitata sarebbe stata molto meglio in mano ai mujahedin, ci sfiora senz'altro. Sarebbe proprio ora che qualcuno presentasse il conto a questa "signora", ricordandole che forse è dovuto un po' di rispetto alle istituzioni che, per mano del capo dello stato, hanno assegnato un riconoscimento a Fabrizio Quattrocchi. Le stesse istituzioni che si sono impegnate all'inverosimile (purtroppo) per favorire il rientro in patria della stessa "giornalista" comunista in gita a Baghdad. SI VERGOGNI, se ha un briciolo di coscienza (cosa di cui dubito fortemente) per la mancanza di delicatezza mostrata in quest'occasione, ma anche per la mancanza di tutto il resto dimostrata in una "carriera" di sentenze sputate dall'alto del suo pulpito immaginario, dal quale ha potuto (grazie anche al sacrificio di migliaia di odiati americani) pontificare sulla superiorità intellettuale dei "compagni" e dell'orribile ideologia che opprime le loro povere scatole craniche e faccia una cortesia a tutti gli italiani, vada a nascondersi dove nessuno possa avere mai più occasione di doverla incontare o vedere, se non in un depliant turistico iracheno, magari in compagnia delle due Simone.
 
posted by LuK at 09:14 | Permalink |